Square enix nel corso del 2016 ha pubblicato due titoli
stealth di grande caratura, due titoli di cui personalmente ho apprezzato i capitoli
precedenti e che quindi, anche se non subito, ho acquistato.
Il primo titolo è Hitman, il nuovo controverso capitolo
della serie IO interactive: controverso perché vuole porsi come reboot, perché
è uscito in maniera episodica e perché aleggia sul titolo nel suo complesso una
generale carenza di contenuti.
Il secondo gioco è Deus Ex Manind Divided, seguito diretto
di Human Revolution, che era un gioco molto valido ma con vari difetti, e in
questa nuova incarnazione Eidos Montreal fa bagaglio delle critiche e lima
quasi ogni problema, creando un titolo ben sopra la media.
I due giochi non sarebbero di per se paragonabili, Deus Ex è
un avventura continuativa, con varie macrozone collegate in maniera del tutto
naturale, Hitman è invece a livelli, degli enormi livelloni sandbox, ma del
tutto divisi tra loro. Anche a livello di storia siamo davanti a prodotti
diversissimi: Deus Ex propone una trama adulta e matura, temi attualissimi e
delicati, e la costella di personaggi ben caratterizzati, Hitman racconta la
sua storia in maniera fumosa con piccoli video in cgi tra una missione e
l’altra, tra l’altro video quasi del tutto slegati dai livelli appena svolti.
Ciò che però mi preme confrontare sono il gameplay stealth e
il level design.
A livello di controlli i due giochi sono agli antipodi in
molte cose, Hitman è un gioco lentissimo, in cui ogni iterazione sarà
contestuale all’ ambiente e ogni azione sarà in qualche modo credibile, Deus ex
sarà invece esagerato, con una visuale da fps, possibilità di arrampicarsi,
diventar invisibile per qualche secondo, effettuare brevi teletrasporti (in
stile dishonored) e un'altra mezza infinità di possibilità.
Eppure giocando ai due titoli si respira lo stesso la medesima
atmosfera: non sono stealth alla Splinter Cell o alla Metal Gear (per quanto il
titolo Eidos spesso ci si avvicini), sono stealth in cui non bisogna solo “evitare
le guardie”, sono giochi in cui ci sono dei problemi, e vanno risolti. Hitman
fa di questo il suo motivo di vita, mentre Deus Ex ne fa comunque un modo di
giocare, ciò che cambia è però proprio la ricerca e il ritrovamento della
risoluzione.
Qui diventa questione di design.
Hitman vorrebbe essere “un simulatore”, il cui scopo è il
fare cose in maniera pulita e funzionale, i suoi livelli sono enormi e
curatissimi, con una grafica stellare e una cura per il design che rarissimamente
ho visto in altri giochi. Le mappe non
hanno tutte la stessa qualità, e tra le varie proposte Sapienza è senza dubbio
la migliore, ciò che però è comune a quasi tutte le mappe proposte è la
costante presenza di “soluzioni” che circondano il giocatore.
Gente che grida i fatti propri in mezzo alla strada
rivelando una via per compiere la propria missione, una tessera importantissima
dimenticata accidentalmente in bagno da qualche npc, il fiorista, il maestro di
yoga, il cuoco, il modello o chi altro pronto per essere tramortito e
sostituito.
La grossa mano degli sviluppatori è costantemente pronta a
guidarci per i livelli, fornendoci opportunità e momenti perfetti in quantità.
Non è che hitman sia facile, anzi quasi mai, devo ammettere, ho finito i
livelli in modo pulito (ovviamente sempre zero testimoni, zero vittime
innocenti ecc, per chi mi prendete!) seguendo pedissequamente la via tracciata
dagli sviluppatori, e quasi sempre ho dovuto ricaricare decine e decine di
volte i salvataggi. Hitman è difficile,
ma difficilmente ci si sente dei “geni del male” nel superare i suoi livelli,
perché quasi tutto era previsto, e di questo è complice anche il sistema di
avanzamento, legato proprio al completamento di determinate azioni, che
incoraggia proprio il giocatore a seguire strade pensate in precedenza (c’è
proprio una modalità che ti fa notare in maniera ancora maggiore queste strade
per seguirle, ma siccome l’ho disattivata praticamente all’ istante non so dire
come sia, di certo rovina molto l’esperienza ).
Deus ex paradossalmente è il contrario, dà al giocatore un
sacco di mezzi fantastici, ma spessissimo lo lancia nella mischia fregandosene
(in apparenza almeno) di come ne uscirà. Mi son trovato più di una volta in
difficoltà, e spesso la soluzione ad una situazione mi è parsa totalmente
frutto del mio ingegno, piuttosto che progettata a priori da uno sviluppatore
(o, viceversa, sfuggita alla sua attenzione). Intrufolarsi in posti vietati,
rubare roba o anche far fuori gente su Deus Ex è più appagante che su Hitman,
nonostante il design delle mappe sia molto inferiore.
Ma il difetto di hitman è solo il “costruire l’
opportunità”? probabilmente no, come ho già detto in realtà non le ho
praticamente mai davvero seguite (e ci ho anche provato), il difetto maggiore risiede
nella “poca libertà”, e questa è data dalla struttura stessa del gioco, che
obbliga a fare certe cose per sbloccare nuove armi, per aprire nuove vie, ma
che comunque mai permettono una piena libertà.
L’ ho accennato, ma lo spiego meglio, lo sblocco di armi,
costumi e altro in questo Hitman è legato al livello che si ha in ogni singola
missione, questo livello aumenta con il completamento di determinate azioni in
quello stage. Ad esempio se arma X si sblocca nello stage 1 al livello 10
bisognerà giocare e rigiocare quella missione fino ad arrivare al livello 10
(tutte le azioni svolte, anche quelle poi annullate dal ricaricamento di un salvataggio,
vengono conteggiate per fortuna). Questo crea il bisogno di FARMARE AZIONI, e
non nelle missioni della community (che può scegliere un bersaglio tra gli npc
e renderlo disponibile come “contratto” online) ma solo ed esclusivamente nella
missione “ufficiale” (e solo online).
Va da se che il gioco incita ad essere rigiocato, ma
impedisce anche di giocare come si vuole, perche se si vuole “quel’ arma”
bisogna prima fare quello che ti chiedono.
E le armi non sono neanche chissà cosa, manca ad esempio il
cecchino smontabile, l’adoratissima arma simbolo di Blood Money (che è forse
tuttora il titolo più amato della serie), riponibile nella propria valigetta
per gironzolare il livello portandoselo dietro (le armi pesanti normalmente non
si possono nascondere).È un dettaglio forse, ma è il simbolo di una filosofia di
gioco che incentiva sì la libertà di approccio, ma non oltre certi limiti.
Deus Ex, come ho già detto, ti fa invece fare tutto ciò che riesci. Fai quel che vuoi, come vuoi. Portati dietro le armi che vuoi, sviluppa potenziamenti inutili e non sviluppare roba fondamentale (muahahahahah *risata degli sviluppatori*) ma quantomeno senti la soddisfazione di “fregare il gioco”. E tutto questo non incastonato in una trama inesistente, in un contesto generico, ma in un titolo di enorme spessore, che parla di discriminazione ed estremismo, attentati e repressione, argomenti anche troppo attuali nella società neofascista a cui si stiamo sempre più avvicinando.
Deus ex, forse per il suo gameplay estremamente flessibile sa mettere in scena situazioni davvero divertenti, (pur con qualche situazione orribilmente frustrante) mentre Hitman non riesce, pur nonostante la sua immensa cura per il dettaglio, a farti respirare la libertà che dovrebbe e vorrebbe dare.


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