sabato 8 luglio 2017

Tekken 7


The king of iron fist tournament seven!


Dopo lo splendido e mastodontico tekken tag 2 la serie picchiaduro Namco Bandai tona con un nuovo capitolo canonico. Tekken 5 è il capitolo a cui ho giocato di più, sebbene abbia provato in un modo e nell’ altro anche tutti gli episodi precedenti e successivi, e questo tekken 7 da molti è stato definito un ritorno ai fasti del passato, alle glorie del terzo e del quinto capitolo, dopo la mezza delusione del sesto, e la lunghissima assenza dalla scena console (dato che sono un paio d' anni che ne esiste la versione arcade) se non appunto con tag 2.
Rispolverando la serie Namco ha deciso di adottare una nuova struttura per la campagna single player, in cui usare vari personaggi alternandoli per vivere gli eventi più importanti, inframezzando la narrazione con scene più o meno statiche e video in cgi (strafighi), di sfoltire e rinnovare il roster dei personaggi e di rimuovere qualche modalità in favore di qualcosa di nuovo. 

Ecco, arrivo io, carico di passione per il brand ma orfano di un fratello con cui giocarlo (dato che si è sposato e accasato per conto suo), con amici non avvezzi al genere (e che comunque, non essendo appassionati, distruggerei) e con una connessione pessima che mi permetterebbe un match laggoso solo dopo 5 minuti di ricerca.

Perché dovrei comprarlo?
Ecco, i miei personaggi sono proprio Heiachi e Kakuzya Mishima e “hey! Sono in copertina”, la storia è su di loro, e pare essere davvero importante.

Preso a prezzo pieno, su steam, con tanto di season pass ingorando del tutto cosa conterrà!


Su steam? Ebbene sì, ho preso tekken su pc, ma solo dopo aver collegato e reso funzionante il mio fido dualshock 3 vista la sua necessaria presenza per giocare i picchiaduro, dato che il pad Xbox One ha una croce direzionale a dir poco aberrante (e lo steam controller non la ha proprio).

Il gioco pesa 60GB, dopo Hitman è inspiegabilmente il titolo più pesante che io abbia su PC, e sul piano tecnico il gioco si presenta subito maluccio, con pochissimi passi avanti rispetto a tag 2, più di una bruttura visiva e un ottimizzazione non eccelsa, garantendomi i 60 fps “solo” in fullHD (avrei uno schermo UHD) e calando comunque a 20 nelle scene di intermezzo tra gli scontri (quelle di caricamento, in cui sbuca la scritta “Get ready fo the next battle!”, o cose così). La fisica degli abiti è pessima, con incastramenti continui e la totale assenza della gravità, anche i personaggi seppur modellati e animati bene, sono inferiori alla media e a molti giochi concorrenti. Vabbè, non mi interessa certo giocare un picchiaduro per la grafica, preferisco mille volte un agilissimo e responisivissimo Bryan Fury con la bandana buggata che vedere un Batman stradettagliato completamente spastico in un titolo come Injustice (mi perdonino i fan dei picchiaduro NetherRealm, ma la scola nipponica come combat system è tutta un'altra storia), eppure la saga non ci aveva abituati male, ed è un po’ deludente (visto anche l’ utilizzo dell’ Unreal Engine 4) la mancata evoluzione.

La campagna principale con la sua narrativa super stereotipata ed esagerata, eventi catastrofici e parecchi retroscena interessanti sulla famiglia Mishima comunque mi fa soprassedere ogni difetto tecnico.  Una cosa divertente è che ogni personaggio parla la propria lingua originale ma tutti si capiscono senza problemi: eccezionale per noi sentire un personaggio italiano parlare (per l’appunto in italiano) con Heicahi e Nina, i quali rispondono tranquillamente in giapponese e in inglese.
La narrazione, come dicevo prima, si snoda attraverso immagini più o meno statiche, in cui un reporter misterioso racconta la sua storia in realzione ai fatti globali o in cui vengono mostrati flashback e retroscena, alternando però questa narrazione “onniscente” a splendidi video in cgi e vari scontri in cui impersonare un personaggio predefinito. Ecco, un punto a favore è senza dubbio la maggior coesione della narrazione, ma un grosso problema è quando ci capita tra le mani un personaggio mai usato, (o addirittura, come con Akuma, un personaggio con un combat system diverso, basato sulle dannatissime mezzelune) e ci si trova costretti ad uscire, passare qualche minuto ad allenarsi per poi rifare il capitolo e avanzare.

Dove tutto iniziò

La modalità storia personalmente mi è piaciuta molto, mi ha esaltato e divertito, ma questo anche per il mio essere fan di Heiachi e Kazuya (che appunto sono “i miei personaggi”) e il mio aver seguito abbastanza le vicende della saga, portandomi ad esempio a noleggiare (non a scaricare, sia chiaro) il film in cgi su tekken, di cui non ricordo il titolo, che nonostante fosse super palloso per il 90% della sua durata culminava con uno scontro stupendo tra Jin, Kazuya ed Heiachi che me lo ha fatto amare visceralmente.
Per un “profano” la storia sarà senza dubbio meno interessante, povera nei mezzi e breve, escludendo inoltre la quasi totalità dei personaggi “secondari” dalle vicende e dando a tutti soltanto una micro storia fatta da un singolo incontro piuttosto randomico e dando il contentino con un breve video in cgi.
Paradossalmente, per un ipotetico fan di qualche altro personaggio non coinvolto negli affari della famiglia Mishima le vicende di questo tekken sono ben più povere dei predecessori.
Una povertà che comunque aleggia su vari aspetti del titolo.

l' oggetto del desiderio definitivo
Il roster dei personaggi manca di nomi davvero importanti che ci si portava dietro da tempo (come Bruce, Ganryu, Beak o Anna ad esempio) e il design dei nuovi non riesce a non farli rimpiangere. In ogni tekken i personaggi vengono tolti e rimessi, ma stavolta mi sembra molto evidente. Personalmente ho perso pochi dei miei lottatori, ma so quanto mi avrebbe preso male non ritrovare il mio pupillo.
Anche nelle modalità si respira la stessa aria, con un arcade striminzito e la totale assenza, tra le altre, della modalità a squadre fino a 8 vs 8, la mia preferita.
C’è insomma di cui lamentarsi per questo capitolo, eppure questo Tekken 7 rimane un gioco molto figo per un motivo ben chiaro, Tekken, per quel che mi riguarda, è il re dei picchiaduro!

Street Fighter con le sue mosse tanto rapide quanto statiche non mi ha mai convinto davvero, mi ha sempre dato la sensazione di essere super limitato, ok tecnico, ma i personaggi hanno poche combinazioni, e sono la velocità e il timing a decidere tutto, lasciando la strategia completamente da una parte. Dead or Alive seppur molto più dinamico e libero è sempre stato anche troppo randomico e con personaggi davvero poco carismatici. Soul Calibur per un buon periodo mi ha preso davvero molto ma non ha saputo convincermi a lungo termine e lo trovo un picchiaduro estremamente spettacolare ma non sufficientemente profondo. Per quanto riguarda i vari giochi Arc System o NetherRealms che ho potuto provare non mi sono mai piaciuti per la loro struttura in cui le mosse prima si “compilano” e poi “partono”. 

Tekken ha dalla sua ha invece un gameplay esageratamente intuitivo, in cui ogni personaggio ha centinaia di combinazione e decine di mosse alla massima portata, a differenza di titoli anche più spettacolari rimane esageratamente tecnico e funzionale, con una mobilità dei personaggi praticamente perfetta, che non spinge ad aspettare l’attacco dell’avversario e che raramente chiude le vie di fuga. Pochi tasti, poche barre, segnalatori o chissà cosa, e anche in questo settimo capitolo nonostante una modernizzazione di varie meccaniche (come le rage art, sottospecie di mosse finali attivabili quando si ha poca vita) la musica non cambia se non in dettagli e ribilanciamenti generali, e in questo genere non si deve cambiare troppo.

Da tekken 6 sono passiti 8 anni, e il genere dei picchiaduro è in un momento particolare… L’ arcade sopravvive solo in Giappone e ormai la competizione è tutta online. Dead or Alive è un free to play in cui si vendono costumini sexy, Mortal Kombat è tanto curato quanto a mio parere inadatto alla competizione, molti titoli minori si fanno timidamente spazio e molti pezzi da 90 sono assenti da parecchio. Il concorrente numero uno, Street Fighter 5, è uscito con scarsissimi contenuti, senza storia e con solo una manciata di personaggi, configurandosi come un titolo tutto pensato attorno agli scontri online. Tekken 7 in parte lo emuli in parte, permettendosi una generale scarsità di contenuti, ma purtroppo per lui arriva dopo Tekken Tag 2, che è in fin dei conti è un “best of“ di tutti gli anni passati, con quasi tutti i personaggi mai apparsi nella saga, con un infinità di modalità e la possibilità di giocare in tantissimi modi (anche con un solo personaggio), e penso che un nuovo capitolo avrebbe dovuto dare di più di uno spin off.

La strada dei picchiaduro moderni sembra questa, pochi personaggi, poche modalità, ma un online valido e corposo, però per come io vivo il genere la rimozione dei personaggi è davvero un problema, e vorrei davvero vedere un Tekken in grande spolvero, con una storia ancora più potente e coraggiosa.
Un gioco che insomma mi dia la sensazione di valere quello che costa, un picchiaduro che non mi sembri, come in questo caso, un titolo “minore” di certo non paragonabile ai titoloni principali degli altri generi.
Le speranze per la serie rimangono, sperando di non dover di nuovo aspettare così tanto.

*INIZIO SPOILER*

E sperando non tolgano davvero Heiachi!!!

*FINE SPOILER*

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