Con "what if" per chi non lo sapesse si definisce spesso un opera basata sul semplice concetto del " cosa sarebbe successo se".Proprio quel "se" significa che l' opera si basa su altro, un altro lavoro o semplicemente su un concetto dato per scontato, e sempre quel "se" indica nel caso di appartenenza ad una serie anche la non canonicità del prodotto. Spesso basta un "se" semplice ma geniale a rendere interessante la storia, se poi questo è anche sviluppato bene ci si può trovare davanti un capolavoro.
Mark Millar fa del "wath if" il suo modo di scrivere. Come sarebbe se il più grande eroe della terra fosse cattivo? Nasce "Nemesis". E se dei ragazzi volessero davvero fare i supereroi? Nasce "Kick-Ass". E se il mondo fosse dominato da agenzie malvagie? "Wanted".
È dal suo più semplice e al contempo geniale "se" che nasce "Superman Red Son". Cosa sarebbe successo se il ragazzo poi divenuto Superman fosse caduto in Unione Sovietica piuttosto che in America? Millar ci risponde.
La storia dei Red Son è divisa in tre atti, tre libri divisi da salti temporali più o meno lunghi una ventina d'anni che descrivono l' alba, il giorno e il tramonto di Superman come figlio del regime comunista. Il kriptoniano nella storia è buono e giusto ma si trova prima al servizio di stalin e poi a divenirne successore. È l' eroe che tutti conosciamo ma anziché il sogno americano di libertà crede fermamente in quello sovietico arrivando ad essere l' arma in più della Russia staliniana, arrivando ad essere una sorta di dittatore illuminato.
Millar affronta la storia in maniera superba, senza schierarsi con l' ideologia russa o quella americana ma restando all'esterno guardandole da un punto di vista più distaccato e logico, mettendo in campo il potentissimo Superman della Golden age e molti altri personaggi DC in questo mondo radicalmente cambiato. Troviamo Lex Luthor rivale del Superman dittatore anziché dell' classico salvatore, un Lex che spinto dai soliti motivi e la solita rivalità si trova questa volta a interpretare il ruolo dell' eroe della libertà. Troviamo Wonder Woman, Green Lanter e perfino una geniale rivisitazione di Batman totalmente diversi da come li conosciamo ora.
L' autore ha creato una storia intelligente e dannatamente ben scritta, scorrevole da seguire come se si stesse guardando un film ma non per questo priva di profondità, anzi. La avventura del Superuomo in rosso intrattiene e si fa leggere che è un piacere, in poche pagine riesce a far conoscere molto dei personaggi e del mondo, regala momenti epici, profondi e riflessivi senza mai richiedere una conoscenza certosina di Superman (ma di certo premiandola) o senza mai fare affidamento alla superviolenza spesso presente in altre storie dell autore.
Superman Red Son è un opera stupenda e ben scritta, mai scontata con parecchie trovate geniali, molti particolari da notare e un finale da standing ovation. Il comparto grafico non fa differenza, Dave Johnson e Killan Plunkett hanno fatto un ottimo lavoro con uno stile pulito a metà tra classico e moderno.
Anche chi odia il supereroe con la S può apprezzare la storia che Mark Millar ha voluto raccontare e questo proprio grazie al geniale "What if" che l' autore ha voluto proporre.
Red Son incarna alla perfezione il concetto di "cosa sarebbe successo se" cambiando tutto ciò che conosciamo per sostituirlo con qualcosa di radicalmente diverso, imprevedibile ma dannatamente credibile. Moltissimi avrebbero creato una storia vuota di puro intrattenimento. Millar no. Capolavoro? A mio parere sì. Da leggere anche per chi di Superman sa ben poco.


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