"Il buon gusto è la morte dell’arte."
cit. Truman Capote.
Su questa citazione
ci torno dopo.
Non ho mai letto Scott Pilgrim, ho visto il film.
Il film mi è
piaciuto parecchio e l' idea di prendere la serie a fumetti mi è sempre ronzata
per la testa. L' altro giorno in
fumetteria dopo aver constatato che un bel po' dei fumetti che volevo non
c'erano mi son messo a spulciare gli scaffali trovandomi davanti proprio ai 6
volumi di Scott Pilgrim. Non gli ho presi
(causa budget disponibile al momento) ma il commesso mi ha consigliato Seconds dello
stesso autore.
Seconds lo
conoscevo, ne avevo sentito un po' parlare ma non gli avevo ancora dato una
possibilità.
La graphic Novel di
O' Malley è un opera semplice quanto bella: racconta la storia della chef
Katie, la stimatissima cuoca del ristorante Seconds, intenta ad aprire un
locale tutto suo.
Non è semplice una
cosa simile, e Katie ha le sue rogne, il sovrannaturale tuttavia avrà un ruolo
da protagonista nel fumetto, portando Katie a vivere eventi assurdi e portando
noi, quali lettori, a godere di un avventura calda e tranquilla. Leggere questo
volume è come bere una cioccolata calda.
La trama è basata
sul tempo, ma senza rivelare ulteriori dettagli mi limito a riportare la frase
stampata dietro al volume…
"Basta un
secondo per cambiare una vita. È per cambiare un secondo che una sola vita non
basta."
O'Malley sa narrare!
La storia è un insieme di battute divertenti, con un botta e risposta tra
narratore esterno e protagonista. L'
opera fa ridere e sorridere senza buttarsi mai sul demenziale, Katie è una
protagonista simpatica ma reale, è impossibile odiarla ma si scopre presto il
suo essere egoista, un egoismo comunque a chiunque.
L' opera sa essere
anche malinconica e inquietante, ma rimanendo sempre "accogliente".
![]() |
| il Seconds |
Torniamo alla
citazione inziale. "Il buon gusto è la
morte dell’arte."
Questa frase presa cosi', decontestualizzata, è un
qualcosa su cui si potrebbe discutere parecchio, l' arte DEVE essere
provocatoria? Deve irritare? Deve smuovere le coscienze (o gli stomaci)? l'
arte può essere un intrattenimento più semplice? O meglio, un intrattenimento
semplice può essere arte?
Personalmente trovo
Seconds una risposta sufficiente.
Una delle tante.
Io penso che se l'
arte dovesse PER FORZA smuovere lo
stomaco di chi ne usufruisce per considerarsi tale sarebbe limitatissima.
Perché deve sempre
essere la negatività ad essere elevata ad arte? Perché mai bisognerebbe essere
così spocchiosi da godere solo delle opere di critica e non di una buona storia
e basta?
La bellezza, il
divertimento, la risata, la commozione per un qualcosa di bello: queste sono
quelle cose che dovrebbero a mio parere essere esaltate.
Sono il primo ad amare alla follia opere parecchio cupe, lo metto in chiaro, ma trovo che spesso l' essere scioccanti, irritanti , estremi e quant' altro sia un po' "una paraculata" (passatemi il termine) per millantare una ragione filosofica dieto a tutto il negativo che si vuole mostrare.
Sono il primo ad amare alla follia opere parecchio cupe, lo metto in chiaro, ma trovo che spesso l' essere scioccanti, irritanti , estremi e quant' altro sia un po' "una paraculata" (passatemi il termine) per millantare una ragione filosofica dieto a tutto il negativo che si vuole mostrare.
La parola
"critica" è abusata! Sembra
che strumentalizzare la violenza possa sempre essere giustificato dal voler
muovere una "critica sociale", cosa vera in molti casi, ma non
sempre.
Ciò che è positivo
colpisce per sua natura molto meno di un gesto negativo, ma non penso che
"il restare impresso" sia un giusto metro di giudizio per un opera.
Una storia negativa viene automaticamente posta sopra una positiva, nonostante
magari quest' ultima abbia qualità narrative ben superiori. Bisognerebbe
mettersi sempre nell' ottica dell' autore, sempre giudicare caso per caso, e
magari rendersi conto che inventare una storia cupa e negativa, descrivere
situazioni pesanti e scioccanti non è davvero più difficile del far ridere, di
appassionare grazie ad una trama di spessore, un mondo immaginario.*
Diamo i meriti ai
meritevoli, e i meritevoli sono a mio parere quei creativi che non per forza
tramettono qualcosa di negativo, di socialmente impegnato, ma quelli che magari
riescono a intrattenere facendoci sorridere, a rapirci e riescono a farci star bene
per qualche ora, come davanti ad un fuoco mentre si beve una cioccolata calda.
La bellezza del
fumetto come media sta nel fatto che la primissima cosa che arriva al lettore è
il disegno: prima di leggere, prima di entrare in qualunque universo narrativo,
si vede il disegno con cui l' autore ci vuole raccontare la sua storia.
E O' Malley con il
suo tratto (e poi con tutto il resto) accoglie a braccia aperte ogni tipo di
lettore.
Seconds si fa
leggere, è piacevole, scorrevole, mai noioso.
È ben disegnato, è
ben colorato.
È bello in senso
assoluto.
Non è il fumetto
della vita, non è il capolavoro irrinunciabile, è un bel fumetto e basta.
E ogni tanto ci
vuole.
*sarebbe un discorso
da approfondire tantissimo, ma poi divago XD


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