venerdì 27 febbraio 2015

Seconds di Brian Lee O'Malley. Serietà vs Semplicità


"Il buon gusto è la morte dell’arte." 
                                                   cit. Truman Capote.

Su questa citazione ci torno dopo.

Non ho mai letto Scott Pilgrim, ho visto il film.
Il film mi è piaciuto parecchio e l' idea di prendere la serie a fumetti mi è sempre ronzata per la testa. L' altro giorno in fumetteria dopo aver constatato che un bel po' dei fumetti che volevo non c'erano mi son messo a spulciare gli scaffali trovandomi davanti proprio ai 6 volumi di Scott Pilgrim. Non gli ho presi (causa budget disponibile al momento) ma il commesso mi ha consigliato Seconds dello stesso autore.


Seconds lo conoscevo, ne avevo sentito un po' parlare ma non gli avevo ancora dato una possibilità.
La graphic Novel di O' Malley è un opera semplice quanto bella: racconta la storia della chef Katie, la stimatissima cuoca del ristorante Seconds, intenta ad aprire un locale tutto suo.



Non è semplice una cosa simile, e Katie ha le sue rogne, il sovrannaturale tuttavia avrà un ruolo da protagonista nel fumetto, portando Katie a vivere eventi assurdi e portando noi, quali lettori, a godere di un avventura calda e tranquilla. Leggere questo volume è come bere una cioccolata calda.
La trama è basata sul tempo, ma senza rivelare ulteriori dettagli mi limito a riportare la frase stampata dietro al volume…

"Basta un secondo per cambiare una vita. È per cambiare un secondo che una sola vita non basta."

O'Malley sa narrare! La storia è un insieme di battute divertenti, con un botta e risposta tra narratore esterno e protagonista.  L' opera fa ridere e sorridere senza buttarsi mai sul demenziale, Katie è una protagonista simpatica ma reale, è impossibile odiarla ma si scopre presto il suo essere egoista, un egoismo comunque a chiunque.

L' opera sa essere anche malinconica e inquietante, ma rimanendo sempre "accogliente".

il Seconds

Torniamo alla citazione inziale. "Il buon gusto è la morte dell’arte."

Questa frase presa cosi', decontestualizzata, è un qualcosa su cui si potrebbe discutere parecchio, l' arte DEVE essere provocatoria? Deve irritare? Deve smuovere le coscienze (o gli stomaci)? l' arte può essere un intrattenimento più semplice? O meglio, un intrattenimento semplice può essere arte?

Personalmente trovo Seconds una risposta sufficiente.
Una delle tante.
Io penso che se l' arte dovesse PER FORZA  smuovere lo stomaco di chi ne usufruisce per considerarsi tale sarebbe limitatissima.

Perché deve sempre essere la negatività ad essere elevata ad arte? Perché mai bisognerebbe essere così spocchiosi da godere solo delle opere di critica e non di una buona storia e basta?
La bellezza, il divertimento, la risata, la commozione per un qualcosa di bello: queste sono quelle cose che dovrebbero a mio parere essere esaltate.
Sono il primo ad amare alla follia opere parecchio cupe, lo metto in chiaro, ma trovo che spesso l' essere scioccanti, irritanti , estremi e quant' altro sia un po' "una paraculata" (passatemi il termine) per millantare una ragione filosofica dieto a tutto il negativo che si vuole mostrare.
La parola "critica" è abusata!  Sembra che strumentalizzare la violenza possa sempre essere giustificato dal voler muovere una "critica sociale", cosa vera in molti casi, ma non sempre.

Ciò che è positivo colpisce per sua natura molto meno di un gesto negativo, ma non penso che "il restare impresso" sia un giusto metro di giudizio per un opera. Una storia negativa viene automaticamente posta sopra una positiva, nonostante magari quest' ultima abbia qualità narrative ben superiori. Bisognerebbe mettersi sempre nell' ottica dell' autore, sempre giudicare caso per caso, e magari rendersi conto che inventare una storia cupa e negativa, descrivere situazioni pesanti e scioccanti non è davvero più difficile del far ridere, di appassionare grazie ad una trama di spessore, un mondo immaginario.*


Diamo i meriti ai meritevoli, e i meritevoli sono a mio parere quei creativi che non per forza tramettono qualcosa di negativo, di socialmente impegnato, ma quelli che magari riescono a intrattenere facendoci sorridere, a rapirci e riescono a farci star bene per qualche ora, come davanti ad un fuoco mentre si beve una cioccolata calda.

La bellezza del fumetto come media sta nel fatto che la primissima cosa che arriva al lettore è il disegno: prima di leggere, prima di entrare in qualunque universo narrativo, si vede il disegno con cui l' autore ci vuole raccontare la sua storia.
E O' Malley con il suo tratto (e poi con tutto il resto) accoglie a braccia aperte ogni tipo di lettore.

Seconds si fa leggere, è piacevole, scorrevole, mai noioso.
È ben disegnato, è ben colorato.
È bello in senso assoluto.

Non è il fumetto della vita, non è il capolavoro irrinunciabile, è un bel fumetto e basta.
E ogni tanto ci vuole.





*sarebbe un discorso da approfondire tantissimo, ma poi divago XD

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