mercoledì 25 settembre 2013

Kenshin Samurai Vagabondo

La lettura di Kenshin Samurai Vagabondo lascia opinioni contrastanti.
Nella prima opera di Nobuhiro Watsuki personalmente ho potuto scorgere varie sfaccettature. L' impegno, l' inesperienza ma anche il talento di Watsuki hanno tutti contribuito a forgiare questo manga dalla doppia faccia.

La storia si svolgie all inizio dell' era Meiji in Giappone 10 anni dopo la fine dello shogunato. È un era apparentemente tranquilla e tra i civili non si possono più portare le spade.
Il protagonista è un samurai vagabondo di nome Kenshin che combatte con una speciale spada a lama invertita per non uccidere nessuno, il suo passato però è ben più oscuro e lui 10 anni prima era famoso come Battosai l' assassino, il samurai più forte del Giappone che con la sua spada aveva fatto scorrere fiumi di sangue coprendosi di molte colpe. Non ho spoilerato nulla, si scopre tutto a pagina 1.


L' incipit è interessante quanto banale, ma la storia si sviluppa davvero bene. Kenshin fa presto conoscenza con vari amici, l' irruento Sanosuke, la maestra di spada Kaoru e il suo giovane alievo Yahiko. Da qui poi molti altri personaggi e un infinità di nemici bizzarri scenderanno in campo. In questo aspetto risiede in parte il prima difetto dell opera: Watsuki copia spesso, si concede il lusso di prendere spunti a destra e a manca creando a volte personaggi gia visti nei nostri cari fumetti Marvel, ammette sempre la sua ispirazione nella rubrica in cui parla dei personaggi e quasi sempre si legge molto rammarico nelle sue parole. Sia chiaro, non per questo i personaggi non sono riusciti, nonostante qualche forzatura Kenshin mette in scena ogni tipo di personaggio gestendo sempre in maniera ottima gli scontri, spesso più filosofici che di mera forza.

Il mio personaggio preferito!
Kenshin è fortissimo e per tutto il manga non viene mai da pensare che non sia al livello del nemico, nonostante le difficoltà create dagli avversari resta un personaggio potente e spesso è una spanna sopra il suo contendente, ogni scontro resta divertente da leggere e da seguire. Il protagonista ha una psicologia tremendamente profonda e ben fatta, molto più di quanto possa sembrare inizialmente. In ogni caso non è solo lui a essere così, il punto di forza maggiore dell opera a mio parere risiede proprio nella caratterizzazione psicologica dei personaggi. E partendo da questo parlerò della prima faccia di Kenshin.

Da un lato Kenshin è semplicemente un buon shonen, i combattimenti sono gestiti in modo capace , i nemici sanno essere bizzarri e carismatici e la struttura del manga permette delle macrosaghe  composte da varie fasi e decine di scontri. In questa prima faccia però si vede tutta l' inesperienza di Watsuki, partendo dai nemici e la loro caratterizzazione mai del tutto originale passando per i colpi di scena abbastanza telefonati Watsuki dissemina l' opera di buone idee e buoni propositi mezzi incompiuti, lui stesso si lamenta di non essere in grado di studiare meglio certi caratteri e design.

Dall'altro lato, quello predominante, Kenshin è davvero un grandissimo manga. Watsuki a controbilanciare l' inesperienza ha tanta volontà e una vagonata di talento. Kenshin è un manga di ideologie che narra di grandi uomini in uno spaccato del Giappone della fine dello shogunato. I nemici principali, Kenshin e i suoi compagni sono un caleidoscopio di ideologie diverse e tutte a loro modo sensate, i personaggi sbagliano e a differenza di tantissimi altri manga spesso vengono meno alla loro propria volontà, non riescono sempre a tenere fede alle promesse e  si infrangono contro ideali diversi. Ogni uno ha una sua filosofia e un suo scopo, non c'è il giusto e lo sbagliato ma solo le dirette interpretazioni di questi concetti da parte dei  personaggi. Paradossalmente i cattivi si credono nel giusto e hanno sempre i loro motivi perché sia così. Sanosuke se vogliamo un esempio è lontanissimo dal classico buono e anche Kenshin sbaglia più volte.

Il disegno è ben curato, può piacere o no ma è di buon livello.

Grazie a queste caratteristiche alcuni personaggi sono davvero ben caratterizzati e certe situazioni si evolvono in maniera diversa dal previsto. La crescita di Yahiko e la maturazione dello stesso Kenshin esaltano non poco e in generale ogni personaggio matura continuamente.

Watsuki non disdegno esita neanche a stupire i fan anche se lui stesso dice che l' essere legato ad una rivista per ragazzi lo limita nella sua creazione.
Nonostante ciò Kenshin è un manga finito nel tempo perfetto. 28 volumi che descrivono tutto quello che c'è da narrare, nessun allungamento inutile e nessun riempitivo, un signor manga emozionante e interessante, veniamo a conoscenza di tanti grandi uomini dagli ideali potenti, personaggi più carismatici dello stesso protagonista e tutti gestiti da Watsuki in modo magistrale.

Kenshin samurai vagabondo è un ottimo prodotto, un manga interessante e divertente che magari non eccelle sotto ogni aspetto ma di certo non delude.


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