Chiudendo questo volume unico, raccoglitore di circa una ventina di storie
brevi, non potevo che guardare a Matsumoto non solo come un fumettista, ma
anche come ad un poeta.
Non avevo mai letto nulla dal creatore di Capitan Harlock e
mai mi sarei aspettato di trovare una serie di storie così potenti e
tormentate. Sono stato rapito nella lettura, mi sono sentito catturato dalla
poetica dell’autore, trovandomi immediatamente stregato dal tratto e dallo
splendido layout della tavole.
Nell’albo sono contenuti 25 racconti autoconclusivi , alcuni davvero brevissimi.
Le storie sono ambientate principalmente nel mondo degli
insetti o in realtà fantascientifiche o alternative.
Matsumoto racconta storie di artisti tormentati, di amori
impossibili, di uomini che hanno smarrito la propria umanità, di classi sociali
e di guerre. Alcune storie si aprono e chiudono in una manciata di pagine,
configurandosi come vere e proprie poesie illustrate, altre, la maggior parte,
sono invece racconti veri e propri, con personaggi sempre ben caratterizzati e
decisi nei loro ideali.
Il pessimismo dell’autore senza dubbio permea tutto l’ albo.
Matsumoto mette spesso in scena la superiorità morale delle
classi più basse della società, usando il mondo degli insetti come parabola di
questa divisione dell’umanità a seconda della bellezza e del potere. Sono gli
insetti sporchi, deboli e puzzolenti i protagonisti sinceri di queste storie,
con invece api, farfalle e calabroni, i nobili di quel microcosmo, che dall’alto
li disprezzano visti sempre in maniera negativa.
Altre storie mettono a nudo l’ umanità, mostrando come la
speranza di una vita pacifica per l’ essere umano sia vana. Nello specifico “La
neve di Imphal” una storia contenuta circa a metà volume, la mia preferita, avanza
attraverso un ricordo di uomo morente, un uomo che ha fatto della sua
sofferenza in giovinezza una speranza per l’ intera razza umana. In quella
storia, il finale è potentissimo, cattivo e senza speranza. Matsumoto in poche
battute riassume tutto il male del 20° secolo.
I temi trattati sono comunque tanti, e la speranza c’è. I suoi protagonisti spesso combattono per
il bene, o ardono di passione. L’ autore vede nell’ uomo, nei suoi amori e
nella sua creatività tanto potenziale, è nell’ umanità intera che non dimostra più
un briciolo di fiducia.
Per quanto riguarda il tratto è quello che molti hanno già
visto in Capitan Harlock o in Galaxy Express 999, il buon Leji ha uno stile estremamente
rapido ma sempre curato, senza sbavature, definisce personaggi dolci e vividi,
e dipinge scenari stupendi e immaginifici. Il layout delle tavole è poi realizzato con un
estro incredibile, con vignette verticali e orizzontali lunghissime e strette,
oppure i bordi che talvolta spariscono lasciando lo spazio libero della tavola
ad un dettaglio, allo scenario o ad un punto focale della narrazione. Anche le
inquadrature e “la regia” sono di primissimo ordine, descrivendo e inquadrando
sempre al meglio ogni sentimento e situazione.
La forma dell’opera insomma è incredibile, e assieme alla
sua sostanza definisce al meglio il suo autore.
Riassumere qui il contenuto di quest’ albo rimane
difficilissimo. 25 storie sono tante, e molte sono davvero introspettive.
Certo, potrebbe non piacere a moltissimi lettori. L’
avventura vera e propria non abbonda, e molti dei temi trattati potrebbero non
trovare il favore di una vasta fetta di pubblico. L’ albo non è poi un
capolavoro nella sua interezza, molti racconti funzionano peggio di altri,
alcuni sono invecchiati male, e altri ancora possono risultare abbastanza noiosi.
Tra questi però si trovano perle di rara bellezza, storie in grado di fare riflettere
a lungo, di fare cambiare il proprio punto di vista. Storie che, a mio parere,
vale la pena di leggere.
Il volume costa 18 euro, è edito da Hikari con copertina
flessibile. Ha circa 380 pagine stampate su ottima carta ma la rilegatura ,se non
volete rovinare la costina, non permette di aprire tantissimo il volume.
Io l’ ho preso su Amazon a poco più di 15 euro, ma mi è
arrivato leggermente rovinato negli angoli e con la copertina un po’ segnata.
Nulla di trascendentale, ma non è un volume immacolato.


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